Alessia's ideas

L’uomo e l’umanoide

Incontro sempre più gente. Forse è perché mi sono trasferita. Forse è che inizio a notare.

Cerco lo sguardo di chi non passa mai dallo stesso lato della strada. Trovo una miriade di luci intorno, nelle strade secondarie. Brillano tutti allo stesso modo per il sol fatto di esistere.

D’altro canto, trovo fra tutti, qualche amico. Che sorride e va. Qualche buon cuore che mi fa ricredere. Che apre i miei orizzonti umani. E mi fa vedere il ritmo della strada.

C’è sempre un qualcuno ad indicarci la strada. Qualsiasi corsia preferenziale ha un costo però.

E se davvero una vita serve ad uno scopo ben preciso? Se davvero ci chiamiamo dio? Siamo tutti nella stessa barca. E a prescindere di come ci vogliono far vedere le cose, siamo sempre liberi nelle nostre scelte. Ma parlo da umano libero. Cosa posso mai capire dall’alto del mio trono? Parlo di luci e stelle ma dio sa sempre cosa vuole.

L’umano libero è un individuo studiato attentamente dai tg mondiali. Una strana creatura che si aggira nelle metropolitane.

Qualcosa di eccellente. Qualora anche indipendente.

L’umano libero ha un gran rispetto di sè. È colui che si alza la mattina e ha una voglia matta di farsi una doccia fredda. Veste elegante in base alle occasioni e si aggira in cerca di cibo tra i banchi frigo.

La mattina colazione e al pomeriggio merenda. La principale preoccupazione è come sembrare come mentire e come nascondere. Dire o non dire questo è il problema.

Vuole denaro vende denaro scambia denaro.

L’umanoide in questione si reca dal dottore, dal dentista, dal veterinario. Cerca disperatamente amore.

Forse fra tutti questi nascerà di tanto in tanto da qualche parte nel mondo qualche simile. E inizierà la sua smoderata ricerca.

Perché a cercare non è l’uomo. Ma l’umanoide.

È lui che pensa. Che cammina. Che veste. Che inizia e finisce. È lui ancora.

Se ci si sentisse diversi si avrebbe un’indefinita patologia, cronica quando persiste. Contagiosa se si è arrabbiati.

L’umanoide si aggira ignaro dall’uomo. A volte incosciente.

Vede solo tre colori. Quelli primari e si confonde quando si scontra col bianco o col nero. E se ne pente piangendo.

L’uomo da parte sua è citato all’inizio della bibbia e da tanti altri manuali sull’uso. È un’entità ferma. Che attende. Aspetta di provare. Aspetta di vedere. Di guarire. Di nascere e di morire. Di innamorarsi o piangere. Aspetta di esistere. Trasportato dal vento della vita. Trascinato dalle forze dell’amore!

L’uomo di per sé è un bell’essere che sa vivere. Perché solo quello gli è stato insegnato. Solo con quel principio è cresciuto e si è fatto uomo.

È un grande ascoltatore, un ottimo osservatore. Creato per esistere. Essere per amore. Senza trucco, senza inganno. Quasi.. e purtroppo non senza un involucro.

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