Alessia's ideas

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tigre, dormire, riposare, riposo, sonno, stanchezza, stanca, forza

Non si può immaginare una vita perfetta.
Ho passato 21 anni della mia vita dietro ad un mito. A seguire l’ombra dei miei desideri. Inseguendo costantemente la perfezione. Per avere poi in mano un bel pugno di mosche. Nulla che valga la pena trattenere.
Dagli errori si impara. Si tende sempre a credere nella via più giusta, ma è un momento, un unico e miserabile momento e tutto viene spazzato via l’attimo dopo. E ti ritrovi a riflettere 10 anni più tardi se la scelta presa è quella più giusta. Se era ciò che si era desiderato quel giorno, e se valeva ancora. Ti guardi in giro, e se anche esistesse la possibilità di una risposta, volti lo sguardo.
Prendiamo tanto dalla vita. Ma senza renderci conto ne diamo altrettanto indietro. E dagli errori e dall’esperienza si impara un’unica cosa fondamentale: in fondo, arrivati a questo punto, non c’è altro da fare. Progetti futuri: andare avanti.
Fissando un punto fisso davanti a te vedi lo sterminio intorno. Potessi tornare indietro non sceglierei più la mia strada. E’ antica e fuori moda oserei dire.
E allora continuiamo a vedere il mondo con occhi diversi finchè, può darsi, qualcuno mi darà modo di vedere la bellezza in ciò che sono.
Rifletto sul coraggio (o ingeniutà ) di chi mi dice che sono arrivata in alto. Perchè da quando in qua esistono gradi e altezze dove arrivare? Io per ora ho conosciuto la profondità degli abissi. Forse non mi è dato sapere cosa si nasconde nell’alto paradiso. Fatto sta che la gente guarda. E parla di ciò che ha visto. E pensa ciò che ha visto. E soffre e ride solo su quello che ha di fronte. Solo pochi, forse alcuni, per ora nessuno guardano veramente dentro se stessi.
C’è chi combatte con le proprie emozioni: chi troppo forti da non riuscire a controllarne le redini, chi invece prova a sorridere un pò di più. E devo ammettere che queste due categorie ce la mettono tutta.
E io invece in preda ai miei mille pensieri, pensieri su come si è conclusa la giornata? No! Sempre a indagare quella landa sconosciuta del mio Io. E a trovare così tanta roba che è difficile contenerla… e gli altri… e il mondo… non contribuiscono a migliorare la situazione.
Un pò di superficialità serve per affrontare tutto, serve per vivere! Un pò… non quanto si pensa che basti però… bisogna averne di più. Da colmare almeno metà cervello. Da occultare i possibili miglioramenti e gli errori visto che ci siamo.
Se penso di essere nata così sbaglio proprio direzione. La vita, lo so benissimo, l’ho scelta.
Non ho più parole.
Non ho più la forza per combattere.
E le parole sono armi.
Ho perso seriamente le parole. Piccole lettere l’une accanto alle altre. Andate via.
Ho già risposto a tante domande e continuo a farlo. Vedo negli altri però pigrizia (non voglio accusarli di approfittarsene), ma imperterriti continuano a pormi le loro. Io non ho più forza per rispondergli. Avrei tanta voglia di lasciarmi cullare, solo per pochi istanti, nelle braccia di qualcun altro.
Grazie al cielo ho incontrato un angelo sul mio cammino quest’anno. Ho bisogno di starci accanto ancora per un pò. Credo di avere per ora qualcosa da imparare da esso. Prego perchè rimanga per alcuni altri giorni nella mia vita.
Sento di non trasmettere nulla ultimamente. Peggio se si parla di assorbire. Ma l’angelo col suo percorso, che mi ha anche raccontato senza saperne il perchè, non è finito qui a caso. Poche lezioni altre… e sento che quando andrà via… perchè deve andare via… piccole parti di me saranno nuovamente diverse. L’occasione giusta per migliorare.
E l’angelo non sa, che un pò mi sto cullando fra le sue braccia. Bisogna fermarsi per poi ripartire, tutto un tiro è impossibile da fare. E ho bisogno di riposare.
Sono contenta di aver catturato, anni fa, e non molti,  i raggi di quel leone che vive (ha vissuto sicuramente) dentro di me. E quando guardo la gente, con quei suoi due occhioni che scrutano e immaginano, che chiacchierano amabilmente del più e del meno mi chiedo: lo saprà che il mondo in realtà si può vedere diversamente? che non esiste solo ciò che si ha davanti? che è possibile fingere perennemente?

L’attrice della mia vita… stupendo.

Sono a corto di concentrazione. Vedo… come se tutto ciò che mi viene detto lo sapessi già. Possibile?
Chi ti dice di una vita passata, chi di una futura, altri di un grosso libro sul quale compare il nome di ciascuno con la relativa vita già impressa sopra. (Vogliamo parlare anche degli UFO?).
Cazzate. Perchè tanto hanno ragione gli altri: il mondo è ciò che si vede. Ed è, meravigliosamente, tutto qui.
Mi sento a casa. Sono a casa.
Delusa, stanca, ma a casa.

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