Alessia's ideas

Piano

…Avvolta da singolare telepatia, il suo sguardo si posò sui miei occhi come brina leggera sulle foglie d’estate. Pensierosa attraverso i tuoi pensieri: cosa riserverà il futuro? La tua mano lieve mi sfiora la guancia. Mi sorridi. Mi rassicuri con la tua tranquillità. Dimentico tutto e mi lascio andare… e dall’ora un sogno costante e pieno di gioia riempie i miei attimi.

pappagallo, tropicale, verde, blu, natura

Cercavo un ramo su cui poggiare la testa.. Purtroppo l’albero a me destinato credeva volessi sdradicarlo, fare legna per l’inverno. Ho cercato di spiegare le mie buone ragioni, ma una notte, mentre scendevo le scale e il mio passo segnava i secondi del grande orologio da parete, là fuori, il cielo piangendo chiedeva pietà.

Cerca di rimanere disteso su quel prato verde finchè la pioggia e il vento non porteranno via la tua anima. Godi il secondo delle scintille di quel caldo fuoco. Godi il tepore delle sue braccia.

Cercavo di capire cosa nascondesse il fondo degli oggetti: le difficoltà maggiori non si trovano sul retro. Le difficoltà maggiori le vedo ogni giorno sul cammino della mia vita. Perchè la sofferenza cresce fino ad essere una croce sulla schiena? Lo scopo della vita non mi interessa. Come devo dirlo agli interessati? Voglio vivere in pace. Voglio vivere nella mia pace. E se la mia strada sarà da sola sarà comunque un gran bel percorso.

Non voglio raccogliere foglie e rami secchi. Voglio gioire dei fiori primaverili e dei frutti d’estate. La felicità è più vicina a me delle mie scarpe.

E da qui vedo l’acqua e il cielo, un delicato tramonto sulle colline. Se solo potessi descrivere lo scenario di morte di questa notte: il mare in tempesta, il cielo in rivolta. Dopo la bufera…

Ascolta l’urlo dei gabbiani quando potrai. Cerca di descrivere la scena se ne avrai voglia. Come devo dirtelo di guardarti più intorno? Come devo dirlo che dalla tua altezza è possibile vedere il mondo? Sai che dico? Io mi ci faccio la casa sui tuoi grandi rami. Mi reggeranno dalle tempeste, dal mare impetuoso e dalla rabbia del cielo anche quando tu ed io non ci saremo più. Rimarrà il rifugio. E quando uscirà il sole mi sdraierò su quel grande prato verde, chiuderò gli occhi… e sarò terra… la stessa che mi ha generato. La stessa che mi vuole ancora in vita.

Come può mancare quello che già c’è? Perchè mi manca? Voglio qualche risposta. Questa vita seppur bella… non mi soddisfa più.

Cosa vedo più del dolce tramonto? E per mia tristezza finisce presto anche quello. Quanto reggo ancora? E se il rifugio fossi io? L’acqua ha già rotto le mie travi? L’aria gonfiato le porte e le finestre?

Però una speranza nel cuore ce l’ho. Lasciare e andare. Dimenticare il nome e il tempo. Annullare la distanza. Essere ovunque e per sempre. Meglio della grande quercia. Non sono alta è vero. Ma posso trovare l’altezza giusta per me. Perchè, credo, non sia l’altezza ma il cuore a decidere chi siamo.

La vita lo sa qual è… la sorpresa più sorprendente per me..!

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