Alessia's ideas

Dalle ore 25 alle ore 26

ansia, movimentoL’universitaria sedeva sempre al solito posto. Non pensiamo che per lei il termine immobilità avesse un qualche significato, anzi! Si agitava continuamente su quella maledetta sedia.

<<Pazza!>> la chiamavano loro che amici non erano.

<<Pazza! Pazza! E’ volgare!>> sostenevano altri.

Aveva i capelli ricci, sul biondiccio, non molto lunghi. Un naso appuntito e delle ciglia molto lunghe. Il corpo esile, stressato dai troppi movimenti. Parlava in continuazione col vicino di posto. E parlava parlava parlava… chissà cosa aveva da raccontare al mondo…

Parlava e parlava forse perchè non aveva niente da dire, forse perchè la sua mente era un contenitore vuoto. E in un contenitore vuoto non possiamo sperare di infilarci la mano e tirar fuori qualcosa. Più semplice farlo con un cilindro da mago.

Parlava parlava parlava, altro non aveva da fare.

Parlava senza dire, diceva senza comunicare, non comunicava nulla.

Eppure nella sua solitudine era considerata, da gente che parlava come lei o peggio ancora, da gente che non capiva nemmeno lei, come una diva.

I più, rimanevano in disparte, magari nell’ultima fila, ad osservare da lontano la scena.

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