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I vostri sogni -2-

sveglia, attendere, attesa, tic tac, aspettare, orologio, orario, mattinaLa sveglia, questa mattina, è suonata anche per me… non sopporto quel suono stridulo, monotono, continuo; sono così irritato che non riesco neppure ad alzare il braccio per spegnerla. Intanto, lei continua a suonare e, tra i suoi trilli e il mellifluo odore del caffé che mi aspetta (ma che, purtroppo, nessuno mi porterà a letto), si insinua subdola la neve, e una lieve folata di vento, gelida e malinconica come l’idea del dovere che mi attende, scuote le foglie degli alberi. La sveglia suona e io non riesco a pensare a nulla che non sia il caldo tepore del letto che, presto (ma non riesco a risolvermi!) dovrò abbandonare per il gelido sedile della macchina. Ma non si tratta solo di questo. Ogni mattina, il mio io assonnato opera una sostituzione per nascondersi la triste realtà che lo attende: non mi spaventa il gelo, ma il fatto che, uscendo, lascerò a casa il mio vero io. Mi alzerò, barcollando un po’, giusto per riacquistare confidenza con la terra (preferirei essere cullato dal mare, abbandonarmi agli eventi, esserne trasportato senza sforzo, senza frustrazioni, senza alcun pensiero che non sia il puro piacere di vegetare), mi laverò la faccia (il contatto con l’acqua fredda è il primo, irritante, contatto con la realtà che mi attende, in cui non c’è alcuno spazio per le mie esigenze: non un caldo abbraccio mi riporta al giorno, ma una irritante doccia fredda), farò colazione fingendo di provare piacere nell’inzuppare i biscotti nel latte (tutto è ogni giorno così sconfortantemente uguale a se stesso, quasi fossi, mio malgrado, officiante e vittima di un rito cui sono stato condannato per l’eternità e di cui, dovessi esserne separato, sono convinto sentirei nostalgia); poi, indosserò la camicia – ben stirata, per carità, e piegata a dovere nell’armadio – i pantaloni e, per ultima, la cravatta, primo vero cappio che devo sopportare, primo mio tributo alla giornata che sono costretto ad infliggermi. Infine (non devo dimenticarla!!!) la mia maschera, cui sono tanto affezionato: senza di lei mi sentirei così sguarnito, così nudo… Che condanna non poter essere apprezzati per come si è… Eppure, non so se riuscirei a rinunciare alla mia comoda maschera: sono un vigliacco… e ho bisogno del mio scudo personale.

ANTONIO, 14.01.2009

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5 thoughts on “I vostri sogni -2-

  1. Per la pubblicazione l’ho riletto. Facendo bene attenzione perchè ogni tanto compariva qualche lettera di troppo o qualche lettera in meno: niente paura! Tutti errori di scrittura! Purtroppo la tastiera del computer ci rende tutti più ignoranti. Errore più comune è diffuso è il che senza la h.. 😉
    Mi sono permessa di aggiungere quelle lettere, ovviamente non ho toccato null’altro (non mi permetterei mai! ;-)).
    E devo dire che mi è piaciuto davvero tanto!
    è proprio vero che quanto più rileggiamo più cogliamo le sfumature!
    Certo che hai proprio ragione.. è il problema più comune degli uomini quello di “alzarsi dal letto la mattina” però che io sappia è stato poco trattato. Così comune che ha perso il suo fascino? certamente hai saputo, in questo brano, farglielo ritrovare.
    Mi affascina molto la conclusione che gli hai dato. Sarei molto felice se ti andrebbe di spiegarmi ancora meglio ciò che hai dentro… proprio questo è un punto dove dimostrare di più! 😉 (faccio riferimento sempre alle mie parole, a ciò che ti avevo detto.)

  2. PS: per quanto riguarda l’immagine ho pensato fosse carino proiettarci anche dalla parte della sveglia! Non deve essere piacevole nemmeno per lei!! 😉
    Se non ti piace o hai qlcsaltro da proporre sono ben felice di accontentarti! 🙂

  3. Naturalmente, ti spiegherò con estremo piacere ciò che si agita nella mia testa… In un’altro scritto, tuttavia: perché, talvolta, la bellezza dell’arte sta nel lasciar intendere e, in tal modo, lasciar volare libera l’immaginazione, toglier le briglie all’intelletto. Uno scritto non ha valore solo per ciò che significa per lo scrittore, ma anche (e, forse, soprattutto) per quello che significa per il lettore. Per questo non serve spiegare di più in questo scritto (nulla, dunque, ha valore in sé). Ma ce ne saranno altri…e tutto sarà più chiaro.

    Simpatica l’immagine. Su questo ti do pienamente carta bianca

    Grazie del tuo sostegno: come ti ho detto, per me è molto importante.

    Spero di leggere presto qualcosa di tuo e, soprattutto, di aver notizie di ciò che mi hai fatto leggere in treno, che sembrava avere tanta parte nell’espressione della tua vocazione (riduttivo chiamarla passione, non trovi?)

    A presto

  4. Ciao, Antonio!

    E’ stato divertente leggere questo scritto, anche se, leggendolo, ho percepito qualcosa di alienante e cupo, che disegnava una risata nervosa sul mio volto.
    Mentre lo leggevo, e a maggior ragione, arrivato alla fine, mi è venuta la curiosità se si tratti di un’invenzione letteraria o di un brano scritto a partire dalla tua personale esperienza!

  5. Ti ringrazio davvero Antonio! Hai ragione: a volte la passione si scontra ed incontra con la vocazione!
    L’arte non è uguale per tutti.. il termine indica “una persona brava in qualcosa”. Ma questa parola si distanzia molto da un’altra: l’Arte.
    L’Arte maiuscola altro non è che la vocazione di cui parli. E non tutti la possiedono: i grandi già la portano dentro il loro Cuore, i loro discepoli invece cercano di raggiungerla. E non credo sia sbagliato continuare ad avvicinarsi sempre più… se ricerchiamo ciò, evidentemente anche nel nostro Cuore qualcosa si muove.
    Primo passo verso l’Arte: l’Amore…

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