Alessia's ideas

Storiella:

maniero, castello, fiaba, reggia, reale, famiglia, favola

La Famiglia J.

UN GIORNO DI UN TEMPO TANTO TANTO LONTANO, IL PICCOLO JIMMY GIOCAVA BEATO NELLA SUA CAMERA.

LA REGINA JENNIFER, SUA MADRE, BADAVA CHE AL FIGLIO NON MANCASSE MAI NESSUN GIOCO. SI RACCOMANDAVA SEMPRE ALLA SERVITU’ DI ANDARE AL MERCATO GIU’ IN PAESE E COMPRARE TUTTE LE NOVITA’ IN FATTO DI ELETTRONICA.

IL CASTELLO ERA MOLTO GRANDE ED ARROCCATO SULLA CIMA DI UN MONTE, IL PAESELLO QUINDI, DA LASSU’, LO SI VEDEVA PARECCHIO DISTANTE.

L’UNICO EVENTO CHE RIUSCIVA A RIUNIRLI ERA LA FESTA DEI FIORI CHE SI TENEVA VERSO I PRIMI DI MAGGIO. LA MANIFESTAZIONE ERA APERTA A TUTTI E DURANTE LA NOTTATA VENIVANO SPARATI NEL CIELO I FUOCHI ARTIFICIALI CHE RAPPRESENTAVANO OGNUNO UN FIORE DIVERSO.

ERANO ALTISSIMI, COSI’ ALTI CHE LA PRIMOGENITA JESSICA, POCO PIU’ CHE ADOLESCENTE, AFFACCIATA DALLA TORRE NORD DEL MANIERO, IMMAGINAVA DI ESSERE IN UNA REGALE DISCOTECA E BALLAVA E SI AGITAVA: SI SENTIVA LA STAR DELLA SERATA.

LA SERVITU’ DEL CASTELLO AVEVA UN RUOLO MOLTO IMPORTANTE: SVOLGEVA TUTTE LE PRINCIPALI MANSIONI CHE PERMETTEVANO ALLA CASA E AI SUOI INQUILINI DI VIVERE NELLA PIU’ TOTALE PULIZIA E ARMONIA.

IL MAGGIORDOMO JOHN, CUSTODENDO DIETRO LAUTO COMPENSO, UN “OSCURO SEGRETO” DEL RE, SI IMPEGNAVA AD AMMINISTRARE LA SERVITU’ DELLA REGGIA: AVEVA APPENA COMPRATO L’ULTIMO MODELLO DELL’ASPIRAPOLVERE MAGICA CHE AVEVA DONATO ALLA SUA PREDILETTA, LA DAMA DI CORTE JANE.

PREDILETTA SI FA PER DIRE VISTO CHE ERA LA PROTAGONISTA DELL'”OSCURO SEGRETO” DEL REGNANTE.

IL SOVRANO JACK, APPUNTO, PASSAVA LE SUE GIORNATE CHIUSO ALL’INTERNO DELL’UFFICIO RAGALE, IN UNA ZONA MOLTO LONTANA DALLE CAMERE DOVE SI TROVAVA LA MOGLIE, CHE COME OGNI GIORNO, ERA INTENTA A GIOCARE A POKER CON LE SUE AMICHE BARONESSE E CONTESSE DEI VICINI CASTELLI.

COMUNQUE, IN QUEL TEMPO COSI’ LONTANO, LE FRIVOLEZZE RIEMPIVANO LE NOIOSE GIORNATE PASSATE NELLA ROCCA. BANALISSIMA ROUTINE QUANDO IL NIPOTE JOSH, CHIUSO IN CANTINA CON IL GRUPPO DI IRRIDUCIBILI AMICI, BEVEVA E SI DROGAVA: “RAGAZZO CRESCIUTO SENZA LA MADRE” GIUSTIFICAVANO GLI ALTRI.

L’UNICO CHE SI ESTRANIAVA DALLA VITA MONDANA ERA IL GATTO JETHRO: TROPPO IMPEGNATO A PULIRSI IL PELO O A DORMIRE. “COSE DA UMANI…” PENSAVA, MENTRE TUTT’INTORNO IL TEMPO SCORREVA.

IL SOLE TRAMONTAVA SUL CASTELLO. I CORVI SI SISTEMAVANO SULLE CIME PIU’ ALTE FACENDO UN GRAN FRACASSO.

“E’ PRONTA LA CENA! TUTTI IN TAVOLA!” ANNUNCIAVANO DALLE CUCINE.

“BENE!” PENSAVA JETHRO “FINALMENTE SI MANGIA!”

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