Alessia's ideas

Rispondendo su:

Caro amico ti scrivo… sulla Realizzazione.

sentiero, viottolo, stradina, percorso, stradaSono così ripetitiva a volte, che annoio pure me stessa: già parlato del percorso da compiere, della lunga strada dove ogni passo è un piccolo traguardo.

Bene! Allora immaginiamo questo sentiero: molto stretto e tortuoso; naturalmente non asfaltato e poco illuminato.

Non sarebbe male nemmeno inserirci qualche grosso masso ogni tanto e delle forti raffiche di vento. Il tutto condito con ardite salite e spettacolari discese.

Il paesaggio intorno mostra tanti quadri: in ognuno troviamo una persona che conosciamo. Come in una galleria di un famoso pittore.

Dobbiamo essere in grado di bruciare i più brutti e tenere quanto più vicino possibile le vere opere d’arte. Anche se nella maggior parte dei casi è veramente difficile fare la scelta giusta.

Ok! mi sembra tutto perfetto! Anche se ci aggiungerei anche un grosso sacco da portare in spalla. Come quello di BabboNatale, giusto! Solo che questo è un sacco molto particolare: più lo si riempie e più diventa leggero.

Allora? Pronti per partire?

NO??!!

La vedo un pò dura rifiutare visto che stiamo camminando già.

Ognuno di noi potrà descrivere il proprio percorso utilizzando diverse figure o metafore, ma il concetto rimarrà quello!

I momenti più belli saranno rappresentati da un sole luminosissimo; i più calmi o riflessivi da un incantevole cielo stellato; un  miracolo… beh… comparirà una mano nella vostra scena: afferratela e nulla più.

A fare da cornice ci sarà solo la grinta con cui affronterete il tutto e la speranza di incontrare sempre un bel sole.

E poi accadrà, come per magia, in un determinato giorno, che vi sentirete finalmente realizzati. Un momento in cui ogni masso torna semplice pietra e il forte vento altro non era che brezza.

In quel preciso istante comprenderete il significato di tante parole e l’intenzione di altrettanti gesti. Darete giustizia ai giusti e perdonerete i poveri d’animo. Appoggerete la mano sulla spalla del vostro vicino ed osserverete da vicino un fiore. Per la prima volta sarete avvolti dalla melodia più dolce e riuscirete a guardare negli occhi la gente a cui avete fatto un torto e a chiederle scusa. Scoprirete il vero significato dell’amore e giustificherete l’odio.

Questo è sentirsi realizzati: aver riempito fino all’orlo il vostro grosso sacco, pieno di esperienze e insegnamenti. E questo, al contrario di come comunemente viene pensato, non succede con la morte, alla fine del lungo percorso; ma succede nel mentre.

Non pensate che con la realizzazione si arriva al capolinea. Quanto prima ci si realizza, tanto di più si vivrà realizzati.

Gli antenati sostenevano che davanti alla morte anche i cattivi trovavano pentimento: vero! Perchè di solito i cattivi erano i nobili di turno, che vivevano e nulla più.

Mentre la povera gente, coloro che faticavano da mattina a sera, che avevano conosciuto la paura e visto le lacrime negli occhi di un bambino, portavano sulle loro spalle quel grosso sacco: altro non erano che realizzati. Pronti a lasciare la vita senza ripensamenti o singhiozzi vari.

Pronti ad ammettere che il loro compito qui era finito.

E noi? Siamo pronti?

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4 thoughts on “Rispondendo su:

  1. “Dobbiamo essere in grado di bruciare i più brutti e tenere quanto più vicino possibile le vere opere d’arte. Anche se nella maggior parte dei casi è veramente difficile fare la scelta giusta”.

    Sai qual è il problema principale che ci impedisce di riconoscere subito un’opera d’arte? Il fatto che una nuova opera presenta delle novità cui non siamo abituati; in altri ternmini, per comprendere a fondo un’opera nuova (e quando dico nuova intendo dire innovativa) ci mancano le categorie: ciascuno di noi tende ad interpretare la realtà, infatti, secondo le categorie cui l’abitudine e l’esperienza passata lo hanno abituato. Paradossalmente (vedi in merito l’opinione di Proust) è possibile che quella che in futuro sarà un’opera accreditata e che, addirittura, ai nostri occhi si rivelerà un capolavoro ci appaia come brutta e incomprensibile.

    La bellezza non è solo, in qualche misura, soggettiva, ma, al fine di rivelarsi, deve essere adeguatamente interpretata e compresa (non solo osservata, sentita, toccata…) dai nostri sensi. Essere pronti ad accogliere la bellezza necessità di fatica e preparazione; essere pronti a produrla è una facolta di pochi eletti che riescono, oltre ad interpretare e riconoscere la bellezza, ad estrarre il fascino che si cela dietro le cose più comuni o la particolare mognificenza che fa vedere sotto un’altra luce ciò che siamo abituati a ritenere scontato o comunemente bello.

    Buona giornata

  2. “Il paesaggio intorno mostra tanti quadri: in ognuno troviamo una persona che conosciamo. Come in una galleria di un famoso pittore.

    Dobbiamo essere in grado di bruciare i più brutti e tenere quanto più vicino possibile le vere opere d’arte.”

    Bell’intervento, Alessia! Credo che imparare a seguire sempre le scelte giuste è un po’ il Vivere con la v maiuscola. Siamo così complicati (incasinati oserei dire…) che, normalmente, ci complichiamo la vita andando per i sentieri più impervi invece di prendere le vie più piane! La vita per me, ci insegna proprio a seguire la via più naturale, del nostro Essere. Dobbiamo solo ascoltarla dentro di noi. Se ci ascoltiamo non vedremo difficoltà alcuna nello scegliere. La risposta sarà sempre, costantemente, dentro di noi. Il problema è che tendiamo, spesso irrimediabilmente purtroppo, alla distrazione. Noto adesso nella stessa parola “distrazione” come il concetto di “azione distorta”. In contrapposizione all’Azione vera che scaturisce, dal nostro Cuore. Se ci si pone ad osservatori di se stessi, non è poi così difficile rendersi conto di ciò che facciamo: se seguiamo Noi stessi, o se seguiamo qualcos’altro che non ci appartiene…

  3. “La Bellezza non è solo soggettiva”: giustissimo!
    La Bellezza altro non è che sinonimo d’Arte.

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