Alessia's ideas

Storiella:

sedia, noce, legno, solitudine, sedersi, sola, solo, vecchia, vimini

Parlare del vento è come descrivere una giornata di sole. Ci sono miliardi di questioni da risolvere, ma non siamo qui per questo.

Abbiamo forse chiesto il Paradiso? E perchè vogliamo entrare a farne parte? Siamo amanti del bianco per caso?

Se aprissimo gli occhi capiremmo cosa per davvero frulla al centro della terra: quelle sì che sono vere questioni.

Ma la sveglia suona ancora, mai che quella maledetta si fermi! Forse parlando con Crono potrei contrattare una nuova misurazione del tempo!

Servirebbe a qualcosa se andassi anche da Venere a chiederle una faccia nuova?

Parlare del vento è come descrivere una giornata di sole. Miliardi di persone e mai che nessuno mi abbia dato un passaggio. Se ero fortunata aspettavo per mezzora il 40, per tornare a casa.

Chiudo la tapparella e penso, penso al Paradiso, quando ad un tratto compare Crono. Si era materializzato proprio al centro della sedia. Prima di fuggire all’ospedale dell’Olimpo è riuscito però a dirmi: <E CHE CAZZO!! NON L’AVEVO VISTA!>

Parole toccanti! Solo che ora sento ancora la sveglia: <E VA BENE, VA BENE! MI STO ALZANDO!>

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12 thoughts on “Storiella:

  1. La sveglia, questa mattina, è suonata ache per me… non sopporto quel suono stridulo, monotono, continuo; sono così irritato che non riesco neppure ad alzare il braccio per spenerla. Intanto, lei continua a suonare e, tra i suoi trilli e il mellifluo odore del caffé che mi aspetta (ma che, purtroppo, nessuno mi porterà a letto), si insinua subdola la neve, e una lieve folata di vento, gelida e malinconica come l’idea del dovere che mi attende, scuote le foglie degli alberi. La sveglia suona e io non riesco a pensare a nulla che non sia il caldo tepore del letto che, presto (ma non riesco a risolvermi!) dovrò abbandonre per il gelido sedile della macchina. Ma non si tratta solo di questo. Ogni mattina, il mio io assonnato opera una sostituzione per nascondersi la riste realtà ce lo attende: non mi spaventa il gelo, ma il fatto che, uscendo, lascerò a casa il mio vero io. Mi alzerò, barcollando un po’, giusto per riacquistare confidenza con la terra (preferirei essere cullato dal mare, abbandonarmi agli eventi, esserne trasportato senza sforzo, senza frustrazioni, senza alcun pensiero che non sia il puro piacere di vegetare), mi laverò la faccia (il contatto con l’acqua fredda è il primo, irritante, contatto con la realtà che mi attende, in cui non c’è alcuno spazio per le mie esigenze: non un caldo abbraccio mi riporta al giorno, ma ua irritante doccia fredda), farò colazione fingendo di provare piacere nell’inzuppare i biscotti nel latte (tutto è ogni giorno così sconfortantemente uguale a se stesso, quasi fossi, mio malgrado, officiante e vittima di un rito cui sono stato condannato per l’eternità e di cui, dovessi esserne separato, sono convinto sentirei nostalgia);poi, indosserò la camicia – ben stirata, per carità, e piegata a dovere nell’armadio – i pantaloni e, per ulima, la cravatta, primo vero cappio che devo sopportare, primo mio tributo alla giornata che sono costretto ad infliggermi. Infine (non devo dimenticarla!!!) la mia maschera, cui sono tanto affezionato: senza di lei mi sentirei così sguarnito, così nudo…
    Che condanna non poter essere apprezzati per come si è… Eppure, non so se riuscirei a rinunciare alla mia comoda maschera: sono un vigliacco…e ho bisogno del mio scudo personale.

    P.s. sito davvero molto bello, denso di spunti…
    A presto

  2. Ti ringrazio veramente tanto. L’obbiettivo principale di aver aperto un blog è quello di mandare un messaggio, ancora meglio se è un bel messaggio! Se poi questo viene letto ed apprezzato, come nel tuo caso, non posso che esserne contenta!
    Molto interessante anche ciò che scrivi.. sono fermamente convinta che potresti fare di più. Non lo prendere come un rimprovero ma come un consiglio. Se siamo amanti della penna dobbiamo tirar fuori anche quello che in un primo momento non si riesce a vedere. Ed è così che nascono i veri capolavori della mente.

  3. Naturalmente, non lo prendo come un rimprovero: accetto ogni suggerimento, soprattutto se viene da chi condivide la mia passione…
    Tuttavia, Ricorda che, talvolta, non è necessario caricare di troppi concetti o profondità la penna: la bellezza, dopotutto, è pura forma… e il concetto solo uno dei suoi orpelli.

    A presto

  4. Mi dispiace tanto, ma non condivido per niente… senza i concetti purtroppo ce ne facciamo ben poco della scrittura!
    Comunque non mi riferivo nè alla forma nè al concetto. Pensavo al tirar fuori tutto ciò che custodiamo al nostro interno. Esprimere noi stessi.. facendolo con la mente ma soprattutto col cuore.
    Il mio “potresti fare di più” è un incoraggiamento se vuoi; tira fuori tutto te stesso! La scrittura è pensiero, è quella frase che ci gironzola in testa la mattina appena svegliati.

  5. So che è un incoraggiamento, e te ne ringrazio davvero!

    Tuttavia, continuo a dire che il concetto, in arte, vale; ma senza la forma è nulla. Diversamente, la forma sussiste bene senza concetto: una poesia o uno scritto può essere pura musicalità ed aver valore per questo. Una bella intenzione, al contrario, se male espressa, perde necessariamente di valore.

    A presto. E grazie ancora perché sentirti mi mette davanti ai miei obblighi in quanto aspirante scrittore. I tuoi suggerimenti sono una risorsa per me; dunque, tutti bene accetti. In bocca al lupo per tutto. E che le tue giornate siano piene della bellezza e della musica che cerchi… purché ti portino un po’ di gioia… se, al contrario, dovessero portarti un po’ di dolore, come è normale che sia talvolta, che almeno possa servire a renderti più profonda (come sono convinto che accadrà…). Ciao!

  6. Crepi il lupo, Antonio! E grazie per tutto il resto.
    Forse ho sbagliato prima a parlare troppo in generale: come tutto il resto sono sempre punti di vista, ma PER ME non potrà mai esistere un’opera che al proprio interno non contenga nulla. Così disprezzo totalmente le canzoni (moderne anche per fare un esempio concreto) che altro non hanno che un bel ritmo: da buttare a mio parere!
    La canzone, così come uno scritto, si compone della musica (quindi la forma che andiamo a mostrare) e la poesia (il testo, il contenuto anche intrinseco).
    Mi fa tanto piacere aprire dei dialoghi: i bravi autori si confrontano e si criticano.
    Se non sbaglio era Raffaello che detestava il lavoro di Michelangelo… e Picasso che odiava apertamente Modigliani… a chi dare torto?

  7. Grazie Francesco! Il tuo esempio ben esprime i miei pensieri!
    Spero di ritrovarti spesso qui da me: se ogni artista esprime qualcosa di suo agli altri, sono convinta che il risultato finale sarà aver riempito un pò di più il grosso sacco che abbiamo sulla schiena.
    Quando si parla, si scrive, non ci possono essere errori, ci possono essere solo differenti punti di vista!

  8. Antonio scusa se intervengo qui… ma il tempo al computer è sempre più limitato!
    Volevo avere il tuo permesso a pubblicare nella homepage la storia che hai scritto come primo commento in questa pagina.
    Ho veramente tanto piacere ad avere non solo i miei lavori nel blog. Anzi se hai qualcosaltro e ti fa piacere mandamelo per mail che poi posto!
    Grazie e a presto!!

  9. Sarei felicissimo se lo pubblicassi.
    Va bene, anche, se hai voglia di pubblicare lo scritto che ti ho inviato via mail.

    In ogni caso, per rispondervi, “contenuto” e “cuore” sono due cose distinte e differenti: c’è, spesso, molto più cuore nella forma che nel contenuto (che, in quanto tale, è figlio dell’intelletto).

    Un saluto ad entrambi. Inizia il lavoro (almeno, lunedì è passato…)

  10. Penso che siano i nostri pensieri ad essere distinti. Effettivamente, per me il contenuto, contenuto come “linfa pulsante” di un’opera “soffio vitale” è nel Cuore che dona la forma all’espressione di Sè medesimo. Vorrei capire meglio il tuo pensiero comunque. Cos’è per te il contenuto? Dove lo trovi? Spesso non ci si comprende perchè si usa i termini in accezioni del tutto personali e, soprattutto, accezioni diverse l’uno dall’altro. Per fortuna, il linguaggio, oltre che a sviarci, permette di ricongiungersi!

  11. Ho sbagliato a scrivere per fretta. Intendevo “concetto” e non “conenuto”. Immagina un bel quadro. E’ forma; e non è detto che il concetto ne aumenti la bellezza. Anche un’auto può essere bella, ma il fatto di essere utile, di avere, cioé, come concetto l’utilità la imbriglia in forme che ne diminuiscono il fascino, in quanto la necessità di essere utile uccide la piena espressione della fantasia e della bellezza stessa. In altri termini, il concetto, talvolta, inaridisce la forma come la rima imbriglia il verso. Un albero, una stella, un bel paesaggio sono pura forma ed estrema bellezza. Può esserlo anche un concetto, ma solo purché sia espresso in forme belle. In ogni caso, ogni opinione ha valore, dunque, de gustibus… Dico solo che l’arte è forma. Se c’è il contenuto, tanto meglio, è qualcosa in più, ma non rende la forma necessariamente più bella, anzi, talvolta la menoma della sua purezza

  12. Ma quanto siete carini a esprimere le vostre idee… bravi bravi! Continuate così! Io nel frattempo cerco di rimettermi in forze! 😉

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