Alessia's ideas

Tra incubi e realtà…

I sogni…

chi è mai stato in grado di parlare dei sogni? Freud?

Forse l’unico vero artista in campo di fantasia è la nostra mente.

Un’opera lenta e faticosa: modellare una per una le immagini scattate durante la giornata.

Gli antichi attribuivano ciò al lavoro minuzioso di infallibili dei. Come qualcosa di non umano.

Sognare: troppo difficile per alcuni, troppo raro per altri.

La verità sta nel saperli ascoltare, nel soffermarsi su ogni singola scena, non farsi scappare nessuna piccola immagine.

Se divino o no non lo potremo mai sapere, ciò che è certo lo si trova nelle sensazioni, nelle emozioni, nel cogliere un fiore durante il giorno e di renderlo unico durante i sogni notturni, quando le stelle e la luna dominano dal loro cielo la terra, cercando di essere quanto più silenziose possibili. Quel manto notturno così scuro da essere quasi nero. Nero come un pozzo, un immenso recipiente.

Se di avventure eroiche o semplici gesta quotidiane saranno fatti i nostri viaggi, domani stesso magari, abbiamo solo di che gioire. Non dobbiamo temere gli incubi.tattoo_design_by_pretty_cool_huh, gatto, luna, nero, stella, stilizzato, tatuaggio, disegno

Ritornare nei luoghi già visti è come tornare nella propria calda ed accogliente casa: mettete da parte la smorfia, non sono i numeri che dettano il nostro percorso, loro lo rendono solo divertente ai matematici. E non vi allarmate se sognate qualcosa che poi si avvererà, non è un grande privilegio di alcuni, ma un piccolo privilegio per molti.

Drizzate bene le orecchie: la sentite l’acqua che scroscia giù dalla montagna? lo vedete quel piccolo fiore che si fa forza per rompere lo spesso strato di neve? riuscite ad assaporare ogni singolo bacio dato alla persona in piedi di fronte a voi? e cosa si prova ad aprire le braccia e lasciarsi sfiorare da ogni singola folata di vento sul dorso delle vostre mani? e infine quel buon profumo di torta appena sfornata lo sento solo io o nella stanza accanto la nonna è intenta a sistemarla in un grosso vassoio, sempre quello: molto largo e bianco sul fondo. Tutt’intorno c’è odore di festa, c’è l’attesa di dare un morso a quella delizia, quella che mi preparava sempre nei giorni di festa e che con un sorriso (il suo dolce sorriso) faceva con piacere sperando di non bruciacchiarla come l’ultima volta.

Vedete il sogno è proprio così: un incrocio dove si realizzano tutti i sensi, dove non esiste il tempo che per la sua unica volta deve starsene in disparte e guardare scontento la scena. Dove le emozioni si rincorrono piacevolmente l’un l’altra.

Non ho ancora capito se quello che sogno è ciò che desidero: quell’incessante desiderio inconscio che non fa altro che materializzarsi quando il sole giunge al termine, tramontando. Oppure se c’è davvero quel qualcosa in più, se poi alla fine non avevano ragione gli antichi a credere nelle leggi dei loro dei.

Se lungo o drammatico non dobbiamo averne paura: alcuni tra i grandi artisti prendevano spunto dai sogni per comporre le proprie opere, lo stesso romanzo “Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde” del caro Stevenson è tratto da un sogno. Vi starete chiedendo: forse è da pazzi mettere su carta qualcosa sognato la notte precedente, eppure è l’unico ed il vero momento in cui la nostra fantasia ci parla senza filtri.

Lasciamoci andare per l’amor di dio!

Sognate gente! e poi prendete un foglio di carta e scrivete ciò che avete visto.

Il famoso Sesto Senso?… Devo rispiegarvelo?

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