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Archivio Mensile: ottobre 2009

Home sweet Home

tigre, dormire, riposare, riposo, sonno, stanchezza, stanca, forza

Non si può immaginare una vita perfetta.
Ho passato 21 anni della mia vita dietro ad un mito. A seguire l’ombra dei miei desideri. Inseguendo costantemente la perfezione. Per avere poi in mano un bel pugno di mosche. Nulla che valga la pena trattenere.
Dagli errori si impara. Si tende sempre a credere nella via più giusta, ma è un momento, un unico e miserabile momento e tutto viene spazzato via l’attimo dopo. E ti ritrovi a riflettere 10 anni più tardi se la scelta presa è quella più giusta. Se era ciò che si era desiderato quel giorno, e se valeva ancora. Ti guardi in giro, e se anche esistesse la possibilità di una risposta, volti lo sguardo.
Prendiamo tanto dalla vita. Ma senza renderci conto ne diamo altrettanto indietro. E dagli errori e dall’esperienza si impara un’unica cosa fondamentale: in fondo, arrivati a questo punto, non c’è altro da fare. Progetti futuri: andare avanti.
Fissando un punto fisso davanti a te vedi lo sterminio intorno. Potessi tornare indietro non sceglierei più la mia strada. E’ antica e fuori moda oserei dire.
E allora continuiamo a vedere il mondo con occhi diversi finchè, può darsi, qualcuno mi darà modo di vedere la bellezza in ciò che sono.
Rifletto sul coraggio (o ingeniutà ) di chi mi dice che sono arrivata in alto. Perchè da quando in qua esistono gradi e altezze dove arrivare? Io per ora ho conosciuto la profondità degli abissi. Forse non mi è dato sapere cosa si nasconde nell’alto paradiso. Fatto sta che la gente guarda. E parla di ciò che ha visto. E pensa ciò che ha visto. E soffre e ride solo su quello che ha di fronte. Solo pochi, forse alcuni, per ora nessuno guardano veramente dentro se stessi.
C’è chi combatte con le proprie emozioni: chi troppo forti da non riuscire a controllarne le redini, chi invece prova a sorridere un pò di più. E devo ammettere che queste due categorie ce la mettono tutta.
E io invece in preda ai miei mille pensieri, pensieri su come si è conclusa la giornata? No! Sempre a indagare quella landa sconosciuta del mio Io. E a trovare così tanta roba che è difficile contenerla… e gli altri… e il mondo… non contribuiscono a migliorare la situazione.
Un pò di superficialità serve per affrontare tutto, serve per vivere! Un pò… non quanto si pensa che basti però… bisogna averne di più. Da colmare almeno metà cervello. Da occultare i possibili miglioramenti e gli errori visto che ci siamo.
Se penso di essere nata così sbaglio proprio direzione. La vita, lo so benissimo, l’ho scelta.
Non ho più parole.
Non ho più la forza per combattere.
E le parole sono armi.
Ho perso seriamente le parole. Piccole lettere l’une accanto alle altre. Andate via.
Ho già risposto a tante domande e continuo a farlo. Vedo negli altri però pigrizia (non voglio accusarli di approfittarsene), ma imperterriti continuano a pormi le loro. Io non ho più forza per rispondergli. Avrei tanta voglia di lasciarmi cullare, solo per pochi istanti, nelle braccia di qualcun altro.
Grazie al cielo ho incontrato un angelo sul mio cammino quest’anno. Ho bisogno di starci accanto ancora per un pò. Credo di avere per ora qualcosa da imparare da esso. Prego perchè rimanga per alcuni altri giorni nella mia vita.
Sento di non trasmettere nulla ultimamente. Peggio se si parla di assorbire. Ma l’angelo col suo percorso, che mi ha anche raccontato senza saperne il perchè, non è finito qui a caso. Poche lezioni altre… e sento che quando andrà via… perchè deve andare via… piccole parti di me saranno nuovamente diverse. L’occasione giusta per migliorare.
E l’angelo non sa, che un pò mi sto cullando fra le sue braccia. Bisogna fermarsi per poi ripartire, tutto un tiro è impossibile da fare. E ho bisogno di riposare.
Sono contenta di aver catturato, anni fa, e non molti,  i raggi di quel leone che vive (ha vissuto sicuramente) dentro di me. E quando guardo la gente, con quei suoi due occhioni che scrutano e immaginano, che chiacchierano amabilmente del più e del meno mi chiedo: lo saprà che il mondo in realtà si può vedere diversamente? che non esiste solo ciò che si ha davanti? che è possibile fingere perennemente?

L’attrice della mia vita… stupendo.

Sono a corto di concentrazione. Vedo… come se tutto ciò che mi viene detto lo sapessi già. Possibile?
Chi ti dice di una vita passata, chi di una futura, altri di un grosso libro sul quale compare il nome di ciascuno con la relativa vita già impressa sopra. (Vogliamo parlare anche degli UFO?).
Cazzate. Perchè tanto hanno ragione gli altri: il mondo è ciò che si vede. Ed è, meravigliosamente, tutto qui.
Mi sento a casa. Sono a casa.
Delusa, stanca, ma a casa.

 
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Pubblicato da su 28 ottobre 2009 in Alessia's ideas

 

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La Poesia di… Red Hot Chili Peppers

LacrimaRed Hot Chili Peppers, rhcp

Questo é il mio tempo
Questa é la mia lacrima
Vedo così chiaramente ora
Che questo non é un posto
per giocare solitario
Dimmi dove mi vuoi
Questo é il mio tempo
Questa é la mia lacrima

Si illumina sicuro
Baudelaire
Mi sembra come se
tutto il mondo si eleva
Quando tu accetti una sfida
Lascia che salga prima di te
Questo é il mio tempo

Ritornello
Tutto sommato
Amo ogni salita e discesa
Il sole lo farà e io lo prenderò
Respiro per essere sicuro di questo
alla fine
tutto sarà dimenticato quando
Circondato da alte colline
ho dato quello che avevo da dare
L’ho detto ora perché non l’hai mai saputo

Il demonio forse piange, forse gli importa
Il distillatore grida
e ora io so semplicemente il perché
Quando lei smuove l’aria
puoi sentire la tensione
Questo é il mio tempo
Cieli Californiani
ho una stanza in più
Questo é il mio tempo

Ritornello

Portalo fuori
Portalo laggiù
Mi sembra
Che il mondo si eleva
quando accetti una sfida
Nel momento finale
Questo é il mio tempo

Ritornello

Album: By the Way 2002

Il testo è tradotto in italiano. L’originale è in inglese.

 
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Pubblicato da su 14 ottobre 2009 in Others Poets

 

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Piano

…Avvolta da singolare telepatia, il suo sguardo si posò sui miei occhi come brina leggera sulle foglie d’estate. Pensierosa attraverso i tuoi pensieri: cosa riserverà il futuro? La tua mano lieve mi sfiora la guancia. Mi sorridi. Mi rassicuri con la tua tranquillità. Dimentico tutto e mi lascio andare… e dall’ora un sogno costante e pieno di gioia riempie i miei attimi.

pappagallo, tropicale, verde, blu, natura

Cercavo un ramo su cui poggiare la testa.. Purtroppo l’albero a me destinato credeva volessi sdradicarlo, fare legna per l’inverno. Ho cercato di spiegare le mie buone ragioni, ma una notte, mentre scendevo le scale e il mio passo segnava i secondi del grande orologio da parete, là fuori, il cielo piangendo chiedeva pietà.

Cerca di rimanere disteso su quel prato verde finchè la pioggia e il vento non porteranno via la tua anima. Godi il secondo delle scintille di quel caldo fuoco. Godi il tepore delle sue braccia.

Cercavo di capire cosa nascondesse il fondo degli oggetti: le difficoltà maggiori non si trovano sul retro. Le difficoltà maggiori le vedo ogni giorno sul cammino della mia vita. Perchè la sofferenza cresce fino ad essere una croce sulla schiena? Lo scopo della vita non mi interessa. Come devo dirlo agli interessati? Voglio vivere in pace. Voglio vivere nella mia pace. E se la mia strada sarà da sola sarà comunque un gran bel percorso.

Non voglio raccogliere foglie e rami secchi. Voglio gioire dei fiori primaverili e dei frutti d’estate. La felicità è più vicina a me delle mie scarpe.

E da qui vedo l’acqua e il cielo, un delicato tramonto sulle colline. Se solo potessi descrivere lo scenario di morte di questa notte: il mare in tempesta, il cielo in rivolta. Dopo la bufera…

Ascolta l’urlo dei gabbiani quando potrai. Cerca di descrivere la scena se ne avrai voglia. Come devo dirtelo di guardarti più intorno? Come devo dirlo che dalla tua altezza è possibile vedere il mondo? Sai che dico? Io mi ci faccio la casa sui tuoi grandi rami. Mi reggeranno dalle tempeste, dal mare impetuoso e dalla rabbia del cielo anche quando tu ed io non ci saremo più. Rimarrà il rifugio. E quando uscirà il sole mi sdraierò su quel grande prato verde, chiuderò gli occhi… e sarò terra… la stessa che mi ha generato. La stessa che mi vuole ancora in vita.

Come può mancare quello che già c’è? Perchè mi manca? Voglio qualche risposta. Questa vita seppur bella… non mi soddisfa più.

Cosa vedo più del dolce tramonto? E per mia tristezza finisce presto anche quello. Quanto reggo ancora? E se il rifugio fossi io? L’acqua ha già rotto le mie travi? L’aria gonfiato le porte e le finestre?

Però una speranza nel cuore ce l’ho. Lasciare e andare. Dimenticare il nome e il tempo. Annullare la distanza. Essere ovunque e per sempre. Meglio della grande quercia. Non sono alta è vero. Ma posso trovare l’altezza giusta per me. Perchè, credo, non sia l’altezza ma il cuore a decidere chi siamo.

La vita lo sa qual è… la sorpresa più sorprendente per me..!

 
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Pubblicato da su 13 ottobre 2009 in Alessia's ideas

 

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L’essere essere

Lascia andare il passato

tutto ciò che sarà saranno queste onde

lascia andare il destino

in una valigia consumata sono conservate le tue storie

lascia andare il tuo cuoregatto, micio, nero, seduto, attesa

tra l’orizzonte, sempre lo stesso infinito.

 
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Pubblicato da su 5 ottobre 2009 in Alessia's ideas

 

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La Poesia di… Lucio Battisti

Sì, Viaggiare

Quel gran genio del mio amico
lui saprebbe cosa fare,
lui saprebbe come aggiustare
con un cacciavite in mano fa miracoli.
Ti regolerebbe il minimo
alzandolo un po’
e non picchieresti in testa così forte no
e potresti ripartire
Lucio Battisti
certamente non volare
ma viaggiare.
Sì viaggiare
evitando le buche più dure,
senza per questo cadere nelle tue paure
gentilmente senza fumo con amore
dolcemente viaggiare
rallentare per poi accelerare
con un ritmo fluente di vita nel cuore
gentilmente senza strappi al motore.
E tornare a viaggiare
e di notte con i fari illuminare
chiaramente la strada per saper dove andare.
Con coraggio gentilmente, gentilmente
dolcemente viaggiare.
Quel gran genio del mio amico,
con le mani sporche d’olio
capirebbe molto meglio;
meglio certo di buttare, riparare
Pulirebbe forse il filtro
soffiandoci un po’
scinderesti poi la gente
quella chiara dalla no
e potresti ripartire
certamente non volare ma viaggiare.
Si viaggiare…

(Io tu noi tutti, 1977)

 
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Pubblicato da su 4 ottobre 2009 in Others Poets

 

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